Associazione Culturale "Gli Scampoli" – Bra (Cn)

Compagnia

Perchè “Gli Scampoli”

Avevamo scelto questo nome pensando a chi, come noi, a volte si sente un po’ di magone, quasi fosse lui un “avanzo”, il ritaglio finale di una pezza che ormai se n’è andata quasi tutta… Dopo lo spettacolo, però, un’amica passava a salutarci, e ci regalava un’altra chiave di lettura, ancora più suggestiva: in fondo in fondo, gli Scampoli non sono altro che pennellate di colore su di un mercato altrimenti grigio, fatto di pezze tutte intere, sì, ma anche desolatamente uniformi… Gli Scampoli, invece, sono tutti “pezzi unici”: diversi fra loro, di diversa stoffa, forma, dimensione, peso, consistenza, ma che sanno portare, dovunque si trovano, un tocco di allegria. (…Grazie, Anna!).

Oggi siamo una decina, dai venti ai cinquant’anni, e, in effetti, siamo tutti “un po’ così”: strani, colorati, “storti”… Però abbiamo delle ottime scuse: è una generazione di passaggio la nostra, troppo giovane per essere figlia del Sessantotto, e troppo vecchia per costruire l’Europa di Maastricht… I nostri padri parlavano (e, quindi, recitavano) in dialetto, i nostri figli si stanno già arrendendo all’inglese…

…E noi siamo proprio lì, in mezzo al guado, unica generazione che ama, pensa, scrive, parla e (ovviamente) recita in italiano, magari non proprio quello accademico, ma insomma, passabile… Siamo figli dell’Oratorio, quelli che si son fatti le Superiori sempre in bici e poi, di colpo, sono passati ad una “127” scassata… Di quelli che proprio non capiscono come uno possa permettersi, a 18 anni, di “spalmarsi” su un platano guidando una Porsche…

Siamo di quella razza lì, insomma; abbiamo scoperto il palcoscenico, e l’abbiamo trovato talmente divertente da non mollarlo più, nemmeno adesso che, dopotutto, avremmo mille motivi per farlo… C’è stata un’evoluzione, certo, non ci si accontenta più come prima, e il livello è ben diverso… Ma noi siamo gli stessi ragazzi di allora, e se anche non ci fa più paura dover dire una parolaccia in scena… …Beh, non per questo bisogna dirla anche quando è di troppo!

La Scommessa

Era inevitabile, succede sempre così.

Prima ci sono dei giovani che girano in Parrocchia, animano le varie feste e incontrano il palcoscenico. Poi alcuni di loro, affascinati, cominciano a girare, a vedere altri spettacoli, a studiare per conto loro, magari entrano in qualche Compagnia e fanno esperienza. Infine uno scopre di avere delle idee e qualche piccola abilità, raduna alcuni amici fidati e “si mette in proprio”; qualche serata giocata in casa, un paio d’anni di attività, e poi…

Ecco, di solito finisce li.

Perché poi arrivano le piccole invidie, le rivendicazioni da primadonna, poi arriva l’Università, la fidanzata, poi il lavoro, la casa, la moglie, i figli, le tasse… E quello che era un gioco diventa un peso, un intralcio, una spesa anche. Di solito.

A noi, però, non è successo. Non a tutti, almeno.

Ci è successo, invece, che questo gioco è piaciuto anche ad altri, che hanno cominciato ad invitarci in giro: le prime uscite, qualche serata traballante, qualche momento di sana tensione, qualche piccola vittoria, ma soprattutto la straordinaria soddisfazione di scoprire che siamo in grado di divertire non un pubblico di soli parenti ed amici, ma un PUBBLICO vero, anche se non ci conosce, anche se parliamo italiano e non dialetto, anche se abbiamo scelto di privilegiare la scelta dei testi e l’interpretazione, rispetto alla Dizione.

E allora?

Allora bisogna scegliere: o restare piccoli, nel proprio quartiere, e continuare a fare le stesse cose, per le stesse persone, oppure affidarci a una qualche organizzazione superiore e girare, ma come tirapiedi, dovendo chiedere, ringraziare, obbedire…

No, grazie.

Abbiamo scelto diversamente. Di essere fedeli a noi stessi.

Ci siamo costituiti come Associazione culturale, apolitica, apartitica, senza scopi di lucro, e siamo andati avanti. Da soli. Non vogliamo diventare famosi: le nostre 6, 7, 10 repliche all’anno ci bastano. Non ci interessa nemmeno il Teatro come Arte, Provocazione, Linguaggio. Ci basta essere in regola, andare in pareggio, scegliere i testi che vogliamo per raggiungere il nostro obiettivo di sempre: farvi uscire dal teatro un po’ più leggeri di com’eravate quando ci siete entrati. E, perché no?, intanto divertirci un po’ anche noi.

Riusciranno i nostri eroi…?

L’Offerta

Commedia brillante in lingua italiana, durata circa 2 ore (spettacolo completo).

Titoli:

Date:

Normalmente in serata prefestiva o, al limite, in pomeriggio festivo. Nessuno di noi è un professionista, e caricare e scaricare, montare e smontare scene, luci e audio richiede tempo e fatica, quindi altri momenti sono molto difficili (anche se non impossibili, soprattutto nelle immediate vicinanze di Bra).

Palco:

Minimo metri 6×4 altezza 3, consigliato metri 8×5 altezza 4. Gradita quadratura nera e piazzato bianco. Se già presenti impianti luci e audio con possibilità di personalizzazione meglio, non dobbiamo portare il materiale nostro e si risparmiano tempo, fatica e denaro. Altrimenti serve un attacco luce da almeno 6 kW.

Scene:

Nostre, in legno, tela, alluminio o laminato plastico, a seconda dello spettacolo presentato. La tela risulta più leggera e maneggevole, ma assolutamente inadatta per spettacoli all’aperto (vento, ecc…).

Pubblicità:

Noi forniamo materiale, locandine (cm 35×50 o 35×60, a seconda dello spettacolo), un quadro foto di scena da esporre prima (cm 100×70) e contatti con i giornali anche locali, ma chiediamo che sia l’Organizzazione ad occuparsi della pubblicità su piazza: se veniamo presentati da qualcuno (Comune, Pro Loco, Parrocchia, Associazione, Compagnia o altro) è più facile riempire.

Siae: Normalmente a carico dell’Organizzazione, ma sono possibili accordi diversi.

Costi: Possiamo ovviamente emettere fattura. Ci sono tre diverse possibilità.

    • A cachet: Rimborso spese trattabile, sui 500 euro se impianti luce e audio sono già presenti, 600 se dobbiamo portare i nostri; possiamo, ad esempio, detrarre le spese SIAE o comprendervi lo spuntino dopo spettacolo, comunque sempre gradito; l’opzione con le musiche dal vivo costa circa 200 euro in più quale rimborso spese per l’ottetto; Tutti i prezzi si intendono “IVA compresa”.
    • A incasso: Detratte le spese vive (Siae, eventuale affitto mezzi di trasporto), l’incasso netto viene diviso al 50% tra la Compagnia e l’Organizzazione;
    • Gratis: Solo per motivazioni particolari, previa approvazione della Compagnia. In questo caso è richiesta comunque la copertura delle spese vive.

Contatti: Per chiarimenti di qualsiasi tipo, accordi o altro, sono sempre a disposizione:

Andrea Canavero

cell. 320.6665969, mail info@gliscampoli.it